Era una grande casa, con trentacinque stanze. Lรฌ, per secoli, famiglie dello stesso sangue avevano vissuto al servizio della moschea. Ogni stanza aveva una funzione e un nome corrispondente a quella funzione, come la stanza della cupola, la stanza dell'oppio, la stanza dei racconti, la stanza dei tappeti, la stanza dei malati, la stanza delle nonne, la biblioteca e la stanza del corvo. La casa sorgeva dietro la moschea, addossata al suo muro. In un angolo del cortile una scala di pietra portava al tetto piatto, dal quale si poteva raggiungere la moschea. E al centro del cortile c'era una howz, una vasca esagonale dove gli abitanti della casa si lavavano le mani e il viso prima della preghiera. Adesso la casa ospitava le famiglie di tre cugini: Aga Jan, il mercante a capo del bazar tradizionale della cittร , Alsaberi, l'imam della casa e guida della moschea, e Aga Shoja, il muezzin.
Era un venerdรฌ mattina, all'inizio della primavera. C'era un bel sole, il giardino profumava di terra e gli alberi erano coperti di giovani foglie. Sulle piante spuntavano i primi boccioli. Gli uccelli volavano da un ramo all'altro e cantavano per il giardino.
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Buongiorno. Buon Martedรฌ ๐ฅ☕✨
1ยบ settembre 2026 Buon mese a tutti!
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Good Morning
Happy 1 September, 2026
Welcome September
La casa della moschea di Kader Abdolah.
๐๐ ๐๐๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฆ๐จ๐ฌ๐๐ก๐๐, un cuore pulsante di vite e di storia famigliare: le fasi di passaggio tra il regime dello Sciร all'avvento della rivoluzione iraniana sono il contesto storico in cui si sviluppa il romanzo.
๐๐ ๐ ๐๐๐ง ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ง๐๐ข๐ฉ๐๐ฅ๐ รจ ricco mercante, capo del bazar di Senjan e patriarca della casa dove famiglie dello stesso sangue per secoli hanno vissuto e vivono al servizio della moschea. La casa di fatto sorge dietro la moschea, addossata al suo muro.
๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฆ๐จ๐ฌ๐๐ก๐๐ ๐ซ๐๐ ๐ง๐ ๐ฅ’๐๐ซ๐ฆ๐จ๐ง๐ข๐ delle antiche tradizioni; all’ombra dei minareti, si intrecciano amori, sogni, matrimoni, passioni e preghiere un'immagine antica e armoniosa di una societร che sta per essere attraversata (come fa presagire nell'incipit la massa di formiche che invade il cortile della casa) dal vento della storia che irrompe e trascinerร con sรฉ i personaggi, rendendoli protagonisti degli eventi piรน drammatici.
Uno di questi, Ghalghal (il nipote) diventerร addirittura braccio destro di Khomeini e nessuno degli altri potrร sottrarsi dalle responsabilitร del momento: chi lotterร contro l’oppressione, chi ne sarร strumento, chi farร esplodere i cinema, chi emigra in un altro paese, chi con la sua videocamera registrerร i fatti che faranno il giro del mondo e chi rimane e resiste silenziosamente.
๐๐ฅ ๐ฌ๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐๐ ๐ ๐๐๐ง ๐ซ๐ข๐ฆ๐๐ง๐, ๐ญ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐๐ง๐ญ๐ ๐ ๐๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ญ๐จ, ๐๐๐๐๐ฅ๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ ๐ซ๐๐๐ข๐๐ข.
La casa della moschea di Kader Abdolah riceve recensioni molto positive per la sua capacitร di unire il tono fiabesco alla crudeltร della storia.
Giudizi e Punti di Forza
Tono e Atmosfera: I lettori e la critica lodano l'inizio del romanzo, descritto come una favola lirica e sensuale che evoca la Persia e la vita intima di una famiglia legata alla tradizione.
Contrasto Storico: La narrazione si divide tra la quiete iniziale e l'arrivo drammatico della rivoluzione khomeinista, mostrando il passaggio da un Islam moderato e domestico al fanatismo repressivo.
Profonditร dei Personaggi: Figure come il patriarca Aga Jan e le "nonne" sono apprezzate per il calore umano e la forza con cui incarnano la cultura persiana prima dello sconvolgimento politico.
Aspetti Critici
Ritmo Iniziale: Qualche lettore segnala che la prima parte puรฒ risultare lenta o faticare a decollare, prima di coinvolgere profondamente.
Impatto Emotivo: La seconda metร del libro รจ giudicata molto cruda e dolorosa a causa della violenza del regime, un aspetto che spiazza chi cercava solo una saga familiare rilassante.
"Scrivo con i piedi in Olanda e la testa nella mia terra".
Kader Abdolah
«Mio carissimo zio, continuo a scrivere. In questi anni non ho fatto altro che dare forma ai miei racconti.
L'ho fatto per voi e per il nostro paese.
Scrivo in un'altra lingua, adesso, e non so se esserne contento o se devo scusarmi con voi. Ma le cose sono andate cosรฌ, non ho avuto il potere di farle andare diversamente. Ed รจ stata la mia salvezza: รจ stato l'unico modo per dare voce al vostro dolore e al dolore della nostra terra. Scrivo in un'altra lingua, adesso, ma cerco sempre di trasmettere attraverso i miei racconti lo spirito poetico della nostra bella e antica lingua.
Perdonatemi.
Mio carissimo zio, sogno cosรฌ spesso la nostra casa e tutti voi che in realtร non รจ qui che vivo, ma lรฌ.
Voi non morirete. Voi resterete fino a quando tutti saranno partiti e tutti saranno arrivati».
"Negli ultimi tempi Aga Jan scendeva spesso al fiume a passeggiare al buio sulla riva, ripensava alle parole di suo padre "Se ogni tanto sei triste, va a fare una passeggiata lungo il fiume, parlagli e il fiume porterร via il tuo dolore".
"Non voglio lamentarmi" disse Aga Jan rivolto al fiume "ma รจ come se avessi un sasso in gola". Gli bruciavano gli occhi, una lacrima gli scese sulla guancia e cadde a terra. Il fiume prese la lacrima e la portรฒ via in silenzio nel buio senza dir niente a nessuno."
Nella quarta copertina Kader Abdolah scrive: ho scritto questo libro per l'Europa. Ho scostato il velo per mostrare l'Islam come modo di vivere...un Islam moderato, domestico non radicale. Abdolah, che dice di ritenersi persiano e non iraniano, รจ emigrato in Olanda per motivi politici e scrive storie della sua terra come ha detto in un'intervista, per combattere i suoi sensi di colpa.





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Stefania