Sistemare un mobile che porta con sé storie e ricordi lo considero un atto di grande valore. Non si tratta solo di restauro materiale, ma di preservare la memoria e l'anima della casa. E' la credenza della cucina di mia nonna materna è "testimone di un'epoca", racconta storie di vita vissuta. Sistemandolo, vorrei che tornasse ad essere protagonista, pronta a custodire nuove storie unendo il passato al presente.
A differenza dei mobili moderni, un mobile antico o vissuto ha un carattere. I segni del tempo non sono difetti, ma "rughe" che portano con sé aneddoti, cambiamenti e abitudini delle generazioni passate. Sono contenta di aver deciso di prendermi cura di un pezzo della mia storia famigliare!
Buongiorno, buona giornata xo Stefania
Come vi dicevo sto sistemando un mobile che è testimone di un'epoca e racconta le storie della mia famiglia e di vita vissuta. Dopo aver passato tutta la giornata a sverniciare e pulire il mobile, non avevo certo voglia di cucinare, quindi, ho aperto il frigorifero e dei tocchetti di zucca mi si sono presentati davanti, ho pensato fossero perfetti per prepararmi velocemente un paio di crostini.
E' un’idea sfiziosa e veloce da realizzare, perfetta per questa giornata ma anche come antipasto, si preparano in poco tempo e sono molto invitanti. La zucca l'ho cotta nel forno, in questo modo è risultata più asciutta. Provate questa facilissima ricetta, e fatemi sapere!
Ingredienti per il crostone con zucca al forno e robiola
1 fetta di pane
150/200 g di zucca a cubetti.
1007150 g di robiola
1 spicchio d'aglio
sale
pepe
olio extravergine d’oliva
Come preparare il crostone alla zucca con robiola
In una teglia da forno mettere uno spicchio d’aglio intero dopo averlo sbucciato, la zucca a cubetti un filo di olio extravergine di oliva e un pizzico di salamoia bolognese (oppure sale ed erbe aromatiche) la ricetta per il mio sale aromatizzato lo trovi qui.
Cuocere a 190° solitamente in 18-20 minuti è pronta fino a 30 minuti per cubetti più grandi. Per assicurarvi che siano cotti, infilzateli con una forchetta: devono risultare morbidi senza resistenza.
Schiacciare con una forchetta la zucca per ottenere una polpa rustica. Aggiustare di sale.
Tostare la fette di pane in forno, distribuire la purea di zucca e sopra la robiola, un pizzico di peperoncino in fiocchi e un giro d'olio buono.
Sverniciare un mobile è un'attività artigianale che richiede pazienza, metodo e rispetto per il legno, spesso paragonata a una sorta di "archeologia domestica" che mira a riportare alla luce la bellezza originale, preservandone la patina storica. L'archeologia domestica valorizza, quindi, anche la narrazione di oggetti comuni che diventano testimoni di un'epoca, raccontando storie di vita vissuta.
La mia giornata di lavoro dedicata alla sverniciatura:
1. Ho liberato una spazio in casa vicino ad una finestra e porta finestra per avere un ambiente ventilato . ho ricoperto il pavimento con il telo di plastica per proteggere il pavimento dallo sverniciatore e dai residui di vernice, indossato i guanti e a metà lavoro mi sono accorta che mi serviva anche una mascherina.
2. Ho Applicato lo sverniciatore chimico ( in gel) con un pennello piatto uno strato generoso senza spennellare troppo per non far asciugare il prodotto. Si lascia agire il prodotto. Il tempo di posa varia, si osserva la vernice che si raggrinza e forma delle bolle, segno che lo sverniciatore sta sciogliendo gli strati.
3. Rimozione della Vernice. Con una spatola (facendo attenzione a non rigare il legno), ho rimosso la vernice. Per le zone intarsiate, angoli o modanature, ho utilizzato della paglietta d'acciaio fine. Non è stato necessario ripetere l'operazione.
4. Ho passato una carta vetrata a grana fine per eliminare le fibre del legno che si sono raddrizzate e levigare la superficie, riportandola al grezzo. E pulito accuratamente la polvere prodotta con un panno asciutto o un pennello pulito.
4. Ho pulito il legno con alcol per rimuovere i residui oleosi dello sverniciatore e controllato se erano rimasti punti con vecchia vernice, che ho rimosso insistendo con la paglietta.
5. A fine giornata, il legno era più chiaro e "ruvido", pronto per essere nutrito con olio, cera o carteggiato ulteriormente per il restauro.
(Image credit: Cool Chic style Confidential by Stefania Motta)
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Stefania